21 anni: II° atto
shiawase, kichigai + lunedì, 26 novembre 2007



Ehy everyone!!
Grandi notizie, facciamo festa!!
Oggi è arrivata la macchina fotografica che mi hanno regalato i miei *_*
OMG!!!
Quanto è bellaaaa!!
Allora questa è la foto standard del modello:

La foto vera e propria della mia non so se farla... magari mi si offende se la fotografo con un'altra macchina o.o In ogni caso dovete aspettare che mi legga il manuale di istruzioni, che ci monti l'obiettivo e poi vi farò sapere.
E qui sta il tasto dolente... ma che cazzo c'hanno quelli della Canon al posto del Cervello? AringhI affumicatI? (questa è presa da The Producers XD per rimanere in tema di regali) Mi hanno messo il manuale di istruzioni in tedesco! Solo e solamente in tedesco. Ma cristo...
Adesso dovrò cercare un modo per averlo in italiano: emule? Canon site? Vedrò, se avere suggerimenti però sono ben accetti.
Intanto sabato sera ho festeggiato con Ale (credo che farei meglio a chiamarla Livia in 'sto blog.. o mi si confonde con Ale il mio ex o.o) e stasera con Jacopo. Ma che carini entrambi a donarmi una serata vostra!!
Insomma tornando alla macchina (non che non abbia apprezzato ragazzi... ma sono gasatissima per la macchina) domani mi porto in giro il manuale in tedesco, vediamo un po' che cazzo ci capisco dandogli un'occhiata rapida sui mezzi. Intanto però ho deciso che la chiamerò Zoe *_* (ho deciso da un mesetto che sarà il nome di un eventuale figlia femmina, ma essendo stato ciò che è stato per ora mi accontento di darlo alla mia bimba fotografica *.*)
Significato del nome Zoe:

Questo nome è di origine greca e significa "vita". Il greco antico è l'unica lingua che ha due accezioni per indicare "vita": biòs e zoé. La prima ha il significato di vita qualificata, di qualsiasi genere, che ha un inizio e una fine; mentre con zoé si indica quella che è l'essenza della vita.
(Wiki rulez)

Catturerò l'essenza della vita! (fa molto frase da anime di maghette: potere della macchina fotografica, vieni a me!!)(ok lasciamo stare)
Ora vado a ninna o domani non mi alzo.. ma sono STRAFELICE!!!!!
Benvenuta Zoe!! *_*



alle 23:47
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21 anni: I° atto
shiawase + sabato, 24 novembre 2007



Tanti auguri a meeeee!!!
Giovedì ne ho fatti 21... è proprio come dice Diletta: la vita comincia ora!!
Una volta si era maggiorenni a 21 anni e non a 18. Credo di essere la solita cretina, ma probabilmente qualcosa è cambiato perchè credo di essere molto più matua di quando ne ho fatti 18. Dev'essere per ciò che è successo quest'estate e gli occhi disillusi con cui guardo il mondo in cui sono finita... e anche la tenacia con cui cerco di migliorarlo più che posso ed essere felice lo stesso.

Ieri sono uscita con Claudia, mario, Agnere, Christopher, Paolo e Francesca. Clà e Agne mi hanno fatto questo bellissimo regalo:

Credo sappiano perfettamente quanto mi abbiano fatto felice *_* Adoro questo film! E infatti lo trovate depennato nella lista dei desideri *_*
E' il primo regalo di compleanno... quello che mi sono fatta a me per il moi compleanno attualmente si trova all'ufficio postale generale di Tokyo ma teoricamente in una settimana dovrebbe esser qui, mente quello dei miei sta per arrivare *_* la prossima settimana sarà qui a casina *o*
Comunque ieri sera siamo andati alla Tana del Drago Fumante (SITO), un locale meraviglioso a Soncino, provincia di Crema. A tema Drago/Medioevale con un meù fantastico (che potete leggere sul sito). Non so con che parole descriverVi lo Spuntino del Barbaro che mi sono mangiata... era divino, sì! Di-vi-no!
Ho anche assaggiato l'idromele... principalmente ricorda il vino bianco, ma non ha l'amaro tipico del vino bianco e ha un retrogusto leggero tutto suo. Il vino bianco non mi piace, l'idromele non è male. La prossima volta che vado però provo il sidro :D
Ho anche mangiato il dolce Minas Thirit u.u e io e Clà ci siamo fatte a metà il cocktail Schizzo di Goblin (che però abbiamo fatto ordinare da Mario perchè ci vergognavamo XD). E' come un Tropical solo che è alcolico o.o con il rum
La notte son stata a dormire a casa di Claudia e Mario e lei ha sfrattato il suo uomo per far dormire noi nel lettone. Il suo gatto mi ha tenuto molto sveglia u.u ma mi sono abbastanza riposata. Mi son divertita! Nel viaggio di ritorno ho parlato tantissimo con Mario (lei si è abbioccata) di telefilm e poi di foto e macchine fotografiche. Che billo! *_*
Gli farò vedere qualche fotina mia *.* Soprattutto la mia preferita fatta quest'estate a Bussana.
Vi lascio che stasera esco con Alessandra e devo sciogliere il pinguino, cambiarmi calze (sono fradice le mie o.o BASTA PIOGGIA SANTO DIOOOOO!!!!), forse fare un po' di nanna e poi prepararmi per uscire.
Un kisso a tutti!



alle 16:36
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Weapon of Taggia
about work + martedì, 20 novembre 2007


No gente... non posso esentarvi da questa fonte di cazzate terrificante! O_O

Oggi al mio secondo lavoro ho avuto la mia bella lista di 20 hotel da fare e.. tatatatatatata tatatata tatata tata ta ta ta ta... DING! La scelta è ricaduta sulla Liguria.
Quello che dovete sapere è l'oscenità della versione inglese di un sito. E' l'Albergo Lucerna ad Arma di Taggia... cito testualmente (in rosso le castronate):

The hotel Oil lamp, is situated on the waterfront of Weapon Of Taggia, before you have tennis fields, to the angle of the tourist dock and alone dista to 6 kms from Sanremo, 40 Mountain kms Charles and 60 kms from Nice. [...] The hotel Oil lamp, to family management, you/he/she has been restructured completely in 2002[...]

1) da quando si traduce anche il nome dell'Hotel? Da quando si vuol far perdere il turista straniero
2) WEAPON OF TAGGIA??????
3) nella versione italiana era "all'angolo del porticciolo turstico"
4) in italiano era "dista solo 6 km" O_O
5) qui non di capisce bene chi sia stato ristrutturato: l'hotel Oil Lamp? Il visitatore del sito? Un lui o lei con crisi sessuali? Oppure una persona X con evidenti disturbi schizofrenici di personalità? ._.

Se non ci credete questa è la pagina: http://www.albergolucerna.it/dove%20siamo%20inglese.htm



alle 18:51
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Figlio di una Ravnos
racconti, vampire + lunedì, 19 novembre 2007


I'm over it
You see I'm falling in the vast abyss
Clouded by memories of the past
At last, I see

Quel pub gli pareva squallido. Era pervaso dall’odore avvolgente e pesante del fumo, da quello sottile e pungente dell’alcool dei vari bicchieri e delle bottiglie mezzo aperte dietro il bancone e, infine, da quello nauseante del legno vecchio e stagionato, leggermente umido, forse ammuffito. Nonostante ciò, quello era in realtà uno dei pub meglio messi di tutta New York. Che ridere: la nuova York. Certo è che se le cose nuove sono sempre meglio di quelle vecchie allora non ci sarebbe mai voluto andare alla “vecchia” York, doveva veramente essere uno schifo.
Non aveva mai bevuto quindi gli erano bastate poche gocce di wisky per sentire la testa girare, non aveva nemmeno finito il bicchiere spaventato da quella reazione del corpo. Ebbene sì, era un rarissimo trentenne astemio (almeno per quei tempi), ma si era fermato apposta per non darlo a vedere e quando i suoi vicini lasciavano il bancone lui spostava i loro bicchierini vuoti e li ammucchiava vicino al suo: sembravano tutti bevuti da lui. Come fosse arrivato ad un simile ed intelligente stratagemma, nonostante l’effetto dell’alcool, non lo sapeva. Con un sospiro guardò i bicchieri e decise che ne aveva a sufficienza per rilassarsi e fingere una pausa: in realtà temporeggiava perché sentiva che non si reggeva ancora in piedi. Si girò goffamente sullo sgabello davanti al bancone e diede le spalle a bicchieri e bottiglie. L’immagine del resto del pub gli arrivò leggermente sfocata, ma almeno tutto aveva improvvisamente smesso di girare: cominciava a riprendersi?
Gli parve di vedere una macchia colorata in mezzo alla sala e strizzò le palpebre per poi guardare meglio, quello era un posto di falliti e derelitti, come lui, che ci faceva qualcuno di così appariscente lì dentro? Strano ma vero il colore rimaneva, era un rosso accesso, bordato di giallo dorato e decorato da ghirigori rosso scuro. Era una specie di enorme lenzuolo che copriva una persona da capo a piedi, anzi no… i piedi erano fuori ed erano scalzi. Rimase qualche minuto ad osservare in quella direzione, indeciso se fosse una visione dovuta al wisky oppure no, ma si accorse che era troppo tranquilla per essere una visione. La persona rimaneva seduta immobile al tavolo, aveva un bicchiere davanti a sé, ma dacchè l’aveva vista non gli pareva che l’avesse ancora toccato. Il tempo passò e finalmente gli effetti scomparivano, lui cominciava a vederci meglio e fu dopo un po’ che si accorse che la persona che lui stava fissando, perso nei suoi pensieri, la stava guardando a sua volta: chissà da quanto tempo. Nonostante la copertura del vestito rosso cangiante si accorse che i lineamenti del viso (l’unica cosa, oltre i piedi, che si poteva vedere) erano troppo morbidi perchè fosse un uomo. Insomma una donna lo stava fissando e più la osservava più gli sembrava bella. Decise di farsi coraggio, forse grazie a ciò che di alcolico aveva ancora in corpo, e fece un balzo giù dallo sgabello: le gambe lo reggevano, non proprio perfettamente, ma rispondevano alla sua volontà e questo bastava. Si avvicinò al tavolo zigzagando tra gli altri già occupati e si fermò di fianco ad una sedia vicina alla sconosciuta –E’ libero?-
-Da un pezzo- fu la risposta della donna in rosso, detta così sembrava proprio che lo stesse aspettando. Era una voce femminile, e così ebbe la conferma dei suoi aspetti –Mi chiedevo se saresti rimasto ancora a lungo al bancone , temevo di doverti fare un cenno- sorrise
-L’attesa rende l’evento più eccitante- fu la sua risposta. Sì, non era proprio dell’umore adatto per corteggiare una ragazza, ma pareva essere l’unica cosa che gli venisse bene nella vita e questo lo rallegrava e disperava insieme –Posso offrirti qualcosa?- domandò quindi mentre si sedeva di fianco a lei
-Non bevo, grazie- rispose questa. Effettivamente aveva un bicchiere ancora pieno davanti a sé. Prima aveva notato che non aveva bevuto, ma da lontano non vedeva se era pieno o no. –Cosa ci fa una straniera come te in un posto come questo? Non è un locale adatto ad una ragazzina-. Lei non rispose subito, gli occhi si fissarono sul vetro del bicchiere pieno e sorrise: un sorriso amaro? O un sorriso divertito? Non riuscì a capirlo. –Cosa ti fa pensare che io sia una ragazzina?-
-Beh, le donne non vengono in questi posti di disperati. Se ne tengono ben lontane: gli ubriachi sono pericolosi… a meno che non siano donne in cerca di guadagno-
-Possiamo stare tranquilli entrambi allora. Io non sono qui a spillarti soldi e tu non sei ubriaco- concluse lei posando l’indice sul bordo del bicchiere, lo accarezzò lentamente girandolo sul perfetto cerchio del vetro –Ma sono una donna, su questo non c’è dubbio… e ho molti più anni di quanti tu non me ne dia-. Ridacchiò divertito osservandola in viso –Non si direbbe, ma in questo caso posso dire che li porti bene- scherzò per quanto le risposte di quella donna gli suonassero strane
-Trovi?-. Il tono di quella domanda non era descrivibile: forse lo stava prendendo in giro, o forse sembrava triste per quell’affermazione, ma sembrava essere stata anche maliziosa. Cominciò a sentirsi leggermente a disagio e fissò anche lui gli occhi sul bicchiere, seguendo il movimento del dito di lei –Beh, allora cosa cerchi qui? E, se posso, perché mi fissavi?-
-Tu perché fissavi me?- fu la sua pronta risposta, che effettivamente non era tale
-Ho visto una cosa insolita sullo sfondo di questo locale triste e squallido e mi sono incuriosito-
-Allora ci fissavamo per lo stesso motivo-. Si chiese se fosse stata una risposta sincera, ma soprattutto che discussione era quella: se ci avesse voluto provare con lui le parole sarebbero state diverse, allora che diamine voleva quella?
Ci fu un momento di silenzio –Come si può andare avanti se non si trova qualcosa di curioso da inseguire? Qualcosa di stimolante e interessante?- domandò lei, come fosse il continuo della sua mezza risposta –E’ una terra tutta uguale. Nuova York? Sai cosa? Di nuovo ha solo lo schifo- ascoltò la sua voce, quasi un soffio in quella frase, guardando il liquido color ambra del wisky che si muoveva appena nel vetro del bicchierino –Prima era una novità, Rusty, prima era tutto nuovo, ma adesso sembra tutto uguale. Ogni cosa che gli uomini toccano diventa uno schifo, la razza umana fa schifo, ma ci sono persone che si salvano anzi… che vanno salvate, tu non trovi?-. Annuì meccanicamente alla sua domanda e qualche secondo dopo realizzò di esser stato interpellato. Quando rialzò lo sguardo il viso della straniera era a pochi centimetri dalla sua guancia. Era strano, non gli sembrava di averla vicina, ma probabilmente il tessuto di seta del vestito bloccava il calore della pelle di lei. Aveva gli occhi dal taglio leggermente orientale, scuri e profondi, la carnagione più scura del normale. –Io… non capisco- farfugliò quindi leggermente scosso, cercando di farsi indietro
-No, certo che no- lei tornò al suo posto con un sorriso tranquillo –Ma tu sei stato per me la cosa curiosa in questa monotonia, per questo ti osservavo. Ti osservavo da tanto-
-Oh, si lo so- mentì, mica l’aveva capito con la vista offuscata dall’alcool. Il disagio continuava, non era abituato a sentirsi così con le donne: lui dominava, lui corteggiava, ma in quel mo mento non era così. Lui non capiva, lei sì, lui non la conosceva, mentre lei sembrava sapere tutto.
-No che non lo sai- ridacchiò quella, ora sembrava sinceramente divertita. La osservò in quel momento di ilarità e si domandò intimamente come avesse avuto i capelli sotto quel velo e come si muovesse per le strade quel corpo così minuto e all’apparenza agile. –Ma lo saprai al momento opportuno, sai.. mi sono quasi affezionata a te durante il tempo che ti ho osservato-
-Non capisco cosa stai dicendo- disse facendosi improvvisamente serio e raddrizzandosi sulla sedia, infastidito ora. Aveva deciso di prendere il mano la situazione: non era così che doveva andare un corteggiamento e se lei non sembrava incline alla cosa allora tanto valeva tagliare la corda.
-Com’è la tua vita?-
-Veramente non ti seguo- cercò di riprendersi dal intontimento e dai suoi pensieri –Sai che sei bella strana? Che domande fai ad uno che sta in un locale simile? Hai bevuto qualcosa di diverso da quello?- ammiccò al bicchiere e cominciò a far trasparire il suo nervosismo e il disagio di quel discorso strambo, con quella persona stramba. –Non ti scaldare- rispose lei posando la schiena sulla sedia –Ho solo fatto una domanda- fece spallucce e in quel modo fece sembrare il suo nervosismo inopportuno e questo lo infastidì ancora di più: era come se avesse torto lui, ma era lei a comportarsi male!
-Ed era una domanda del cazzo, carina- sibilò battendo il pugno sul tavolo e sporgendosi in avanti, guardandola arrabbiato –Che vuoi? Scopare e basta? Soldi? Vuoi farti offrire da bere? Altrimenti vattene, non so cosa farmene dei tuoi discorsi senza senso. Guarda che l’ho capito da dove vieni… sei un’indiana, ma di quelle dell’India no? Cosa sei una mezza sciamana? Una visionaria venuta a convertirmi? Vaffanculo tesoro, non sarà con le donne che mi farete crede a qualche dio del cazzo- detto questo si alzò e fece per allontanarsi. Come fece non lo capì, ma se la ritrovò davanti. Era leggermente più bassa di lui e sicuramente più mingherlina, ma la mano di lei, serrata sul suo polso, stringeva con una forza che non le riteneva possibile –Non bevo, non voglio soldi.. se li voglio non li chiedo almeno- gli sorrise –E non mi serve alcun rapporto. Rusty, credi che per una qualsiasi di queste cose io sia ancora qui?- quella fu la sua spiegazione –Io sono solo qui per offrirti una possibilità-.

I hear it fading
I can't speak it
Or else you will dig my grave
We fear them finding
Always winding
Take my hand now
Be alive


Quel discorso per lui era sempre più incomprensibile. Insomma chi era quella? Cosa voleva da lui? Perchè era uscito dalle coperte quella mattina? Per andare in un pub squallido a fare un discorso senza senso con una pazza furiosa. Strattonò il braccio per liberarsi e lei lo lasciò andare. Si rimise a posto la camicia con il viso imbronciato -Tu sei la luce che spezza l’oscurità di questo mondo monotono ed io voglio solo conservarti. Voglio che tu abbia un’altra possibilità, perchè la vita non è stata clemente con te … e tu non meriti un simile trattamento da questo mondo. Sei speciale e meriti di più-
–Ma cosa vuoi esattamente?- chiese esasperato mentre prendeva il suo zaino e tentava di allontanarsi da lei
-Ho un’offerta, un’opportunità per te… è un’offerta la mia, un’offerta unica perchè io è a te che la voglio fare, perché penso che tu abbia le qualità per prendere il dono che ti voglio fare. Pensaci… e pure se accetterai, se vorrai, potrai tirarti indietro quando preferirai. Non è un’offerta vincolante, ma migliora la tua… vita-
-Si senti.. senti ci penso eh… e poi ti dico, va bene? Ci penso, te lo prometto- tagliò corto lui, quelle ultime frasi sembravano un delirio. Le fece un sorriso tirato e lei rispose con uno molto più sincero –Ci conto- gli disse, quindi si avviò verso la porta d’uscita con il vestito di foggia indiana che le faceva quasi da coda, svolazzando dietro di lei ad ogni passo: per qualche secondo gli sembrò un tentacolo che lo richiamava.

Cominciò la sua notte alla solita maniera: in un angolo di una viuzza sperduta della città, con le coperte buttate addosso e la testa posata a terra. Osservava il cielo americano con le stelle che brillavano intense. Erano gli ultimi anni del 1600 e l’oscurità delle strade permetteva di vedere una quantità incalcolabile di stelle. L’aria era immobile e fredda, appena un po’ di nebbia rendeva l’umidità insopportabile per i vagabondi come lui. Si girava e si rigirava sotto la coperta di lana ispida senza riuscire a trovare pace dopo l’incontro di quel pomeriggio. Era certo di esser stato preso per i fondelli da una straniera burlona, ma non poteva fare a meno di pensare a cosa gli avrebbe offerto se la sua proposta fosse stata seria. Probabilmente, cercava di autoconvincersi, quella curiosità era più dovuta alla disperazione della sua condizione che a reale interesse per l’affare. Nonostante continuasse a dialogare mentalmente con se stesso per togliersi quei pensieri dalla testa, tranquillizzarsi e dormire, non riusciva in nessuna di queste tre cose e il risultato era un nervosismo crescente. Alla fine, con uno sbuffo di rabbia, si mise a sedere osservando la strada buia –Al diavolo! Tanto cos’ho da perdere?- esclamò da alta voce, cosa che gli capitava a volte, viaggiando e vivendo da solo. Scostò la coperta ed uscì dalla viuzza: certo, non aveva la più pallida idea di come contattarla. Si avviò verso la fine del vicolo e si fermò sull’angolo guardando alla propria destra verso il lontano incrocio con una via principale, senza sapere bene cosa fare, ma gli bastò girarsi a sinistra per fare un salto sul posto, spaventato. Una figura scura, ammantata stava ferma appoggiata al muro di un edificio –Hai deciso quindi?- domandò una voce femminile. Sembrava più profonda di qualche ora prima e, se possibile, più calda e suadente.

You see I cannot be forsaken
Because I'm not the only one
We walk amongst you
Feeding, raping
Must we hide from everyone


Annuì rimanendo immobile, come aspettando qualcosa, quindi la mano di lei uscì dal vestito, pallida nell’oscurità, ed afferrò la sua. Aveva la pelle morbida e tiepida nonostante il freschino dell’inizio dell’autunno. Riuscì persino a sfiorare la seta della veste e si sentì improvvisamente quello che era in realtà: uno sbandato senzatetto. Si vergognò improvvisamente della barba bionda incolta, dei capelli lunghi e sporchi, dei vestiti lisi e stropicciati e dello zaino, il cui contenuto era la sua unica proprietà. Com’era arrivato a quel punto, lui, figlio di ottima famiglia, ma spirito ribelle e indipendente: la sua ricerca di fortuna non era andata bene, i suoi sogni e le sue speranze infrante contro il muro di una società emergente più dura e chiusa di quanto non gli era sembrata da dietro le mura sicure della casa di famiglia.
Arrivarono in pochi minuti ad una casetta bassa in un borgo di periferia della città: aveva i muri coperti di rampicanti che si stavano colorando di rosso e giallo autunnale. Alcune finestre erano illuminate, ma quando entrarono non incontrarono nessuno per i corridoi: sembrava un piccolo hotel e gli piacque tantissimo, anche se non era sicuro che fosse perchè era davvero bello o perchè erano mesi che non vedeva una casa decente. Entrarono in una stanza arredata nel minimo indispensabile e con un bagnetto personale –Accomodati e togliti pure i vestiti-. Rimase vicino al letto con una faccia stupita: ma non gli aveva detto che non voleva “quello”? –Rusty, non ti darò la possibilità della tua vita conciato a quel modo, tu non meriti il trattamento che il mondo ti ha riservato: te l’ho detto. Quindi comincerai una nuova vita nei panni che meglio ti si confacciono- spiegò con tono secco aprendo di nuovo la porta e fermando una ragazza sulla soglia –E’ possibile avere dell’acqua calda in bagno?-
-Purchè venga pagata- rispose quella in tono dubbioso
-Oh, che malfidenti- borbottò l’orientale alzando le spalle e lasciandolo solo nella stanza. Non c’era nulla che la personalizzasse. Quella donna non sembrava avere altro oltre a se stessa. Si sentiva a disagio in quella stanza così impersonale, ma si sentiva come se ormai non potesse più tornare indietro. Posò lo zaino in un angolo e si appostò dietro al letto per togliersi i vestiti. Lei tornò che lo trovò in mutande –Potevi fare in bagno sai?- disse lei con un sorriso appena accennato. Lui si maledì per non aver dato per scontato di potersi svestire in privato visto che lei non interessata a nessuna rapporto. Si chiuse nel bagno e fece come lei gli aveva raccomandato: un bagno caldo. L’acqua era sufficiente solo a riempire la vasca e a sciacquarlo, quindi lo raccomandò di fare attenzione. Si immerse nella grande vasta dai piedi a forma di zampa di leone: all’esterno era stata dipinta di nero, mentre dentro era laccata in bianco, leggermente consumato, ma ancora in buono stato. Quando posò la testa sul bordo e guardò il soffitto di travi in legno si rese conto di quanto la situazione gli fosse sfuggita di mano, di quanto fosse strana, ma in qualche modo piacevole. Forse stava sognando… probabilmente stava sognando. Nonostante questo decise di godersi il bagno visto che non ne faceva così da due anni circa. Ma ovviamente non era finita lì, quando uscì la donna lo rimise in sesto in tutti i sensi: lo fece radere alla perfezione e gli tagliò i capelli molto corti. Gli procurò dei vestiti nuovi, nulla di eccezionale: un paio di pantaloni puliti, una camicia e una giacca poco usati, ma almeno puliti e non puzzolenti. Gli diede da mangiare e lui rimase sbalordito dalla quantità di cibo che si fece portare. Mangiò tutto, perchè ne aveva bisogno, ma anche perché lei gli aveva ordinato di fare così. Tutto gli sembrava strano, avvolto da una patina opaca di tranquillità, di sogno, di irrealtà: stava troppo male da troppi mesi per non sentirsi in paradiso in quel momento per quanto il cibo non fosse cotto benissimo, il camino della stanza fosse spento, l’aria freddino e le coperte del letto ruvide.

I'm over it
Why can't we be together
Erase it
Sleeping so long
Taking off the mask
At last, I see


Passarono la sera senza dirsi molto: lui era confuso, lei era troppo preoccupata a farlo sentire a suo agio. Poi l’atmosfera cambiò improvvisamente. Passi confusi nel corridoio lasciarono intendere che gli altri avventori stavano lasciando la locanda e doveva essere parecchio tardi, quindi gli sembrò strano e la cosa lo indispose, la donna stava nella penombra della porzione di stanza non illuminata per bene dalle candele e continuava a fissarlo, vedeva solo gli occhi scuri di lei scintillare appena nell’oscurità. Alla fine prese coraggio e decise di arrivare al nocciolo della questione, anche per spezzare quel silenzio gelido –Allora, cos’è questa opportunità di cui mi parlavi?- domandò. Lei sorrise nell’oscurità –Vuoi ancora saperlo? Nonostante le cose strane che hai appena fatto?-
-Strane?-
-Non ès trnao per te che una sconosciuta di ripulisca da cima a fondo e ti sfami come se fossi un cane randagio?-
-Sì… lo è- rispose farfugliando confuso, non si aspettava delle domande simili: era ancora convinto che fosse un sogno. –Ma è stato strano anche il modo in cui ci siamo conosciuti, ci riamo rincontrati.. tu chi sei?- domandò ancora a bruciapelo
-Il mio nome è Samiksha- rispose pacata mentre si alzava dalla sedia in penombra
-Il mio nome già lo sai, anche se non so come… mi hai pedinato?-
-Pedinato?- domando trattenendo una risatina –Più o meno… Rusty, io ti ho osservato per anni quando eri appena un ragazzino, poi ho continuato con la mia… vita- fece una pausa –E poi ti ho per caso ritrovato in quel locale ieri, proprio mente cercavo un modo per sfamarmi. Ti ho guardato a lungo mentre bevevi, mentre rubacchiavi i bicchieri vuoti per aggiungerli al tuo, mentre ti volgevi mezzo ubriaco- lui arrossì violentemente –Mi piacevi quando eri un ragazzino e ho notato che non sei minimamente cambiato, a parte per la condizione in cui ti trovi- spiegò ancora. Si allontanò dalla sedia e gli venne lentamente vicina –Sei speciale, mi piace il tuo carattere, mi piace il tuo modo di fare: sei nato in una buona famiglia, ma ti sei sempre comportato da mascalzone, ladruncolo e truffatore. Sei un perfetto bugiardo, quasi arrivi ai miei livelli- ridacchiò divertita. Quella farse gli fece alzare gli occhi ad osservarla, perplesso e ora leggermente spaventato –Ma allora? Mi hai scelto perchè ti piaccio, va bene, ma mi hai scelto per cosa?- domandò ancora, visto che alla sua prima domanda ancora non aveva avuto risposta
-Perché tu sia mio figlio- gli rispose sedendosi sul letto al suo fianco. Rimase in silenzio per qualche secondo poi improvvisamente realizzò la risposta della donna e spalancò gli occhi –Come scusa?- domandò aggrottando le sopracciglia
-Hai capito, hai capito- disse lei mentre liberava il capo dal velo del vestito. Aveva i capelli neri. Ed erano lunghissimi. Per quello che riusciva a vedere lui però erano legati. –No senti… scusa sai, ma forse non ci siamo capiti. Io ho ben altro da fare che farmi prendere in giro- sbottò alzandosi dal letto, mentre lei noncurante slegava la treccia e cominciava a liberare i capelli dall’acconciatura –Quindi grazie di tutto, non saprò mai come ringraziarti, ma buona serata- concluse volgendosi e andando verso la porta. Credeva davvero di potersene andare così? Sì, lei aveva detto che poteva tirarsi indietro quando voleva e con questa certezza allungò il passo. Improvvisamente sbattè contro qualcosa davanti a sé. Eppure non c’era nessun muro e ancora due metri lo separavano dall’uscita. –No, non credo che andrai- disse la donna alle sue spalle. Portò le mani davanti a sé e sentì di starle posando su qualcosa di solido davanti a lui, ma non vedeva nulla se non la porta poco lontana da lui –Ehi! Che scherzo è questo?- sbraitò battendo il pugno sul muro invisibile e volgendo il capo verso la sconosciuta, più arrabbiato che mai
-Rilassati, non è uno scherzo- rispose quella con voce calma, rialzandosi dal materasso –Vedrai che da oggi in poi andrà tutto per il meglio Rusty- gli sorrise avvicinandosi. –Ehi! Tieni giù le mani… tu che diamine…- farfugliò trovandosi nuovamente quella donna più vicina di quanto non dovesse. Non l’aveva mai avuta così vicina, sentiva il suo respiro, ma era freddo, sentiva la stoffa dei loro vestiti frusciare lentamente, vide i suoi occhi scuri avvicinarsi ai suoi. Era di una bellezza incredibile, tanto che gli si mozzò il fiato –Rilassati- gli sussurrò in un soffio, come aveva fatto a sentirla non lo sapeva nemmeno lui.

My fear is fading
I can't speak it


Vide il viso di lei abbassarsi e non seppe più che espressione avesse lei, gli rimase in mente solo l’ultimo tranquillo sorriso che le trovò sul viso. Poi sentì dolore, un dolore fortissimo, seguito da calore. Era un calore fortissimo, era una sensazione di piacere mai provata, era un orgasmo mille volte più intenso e meraviglioso di quelli che avevo provato in vita mia. Una sensazione troppo bella, un sentimento troppo intenso e poi tutto improvvisamente scomparve.

Or else you will dig my grave
You feel them finding
Always whining
Take my hand now
Be alive


Aprì gli occhi lentamente. Una stanchezza profonda attanagliava il suo intero corpo, il dolore gli era entrato fino nelle ossa. La donna stava lì davanti a lui e si tagliava un polso tranquillamente, lanciandogli qualche occhiata –Abbi pazienza- sospirò lasciando sgorgare qualche goccia di sangue in un contenitore di vetro. Sembrò riempirlo per un tempo infinito, poi gli verso il contenuto in gola, lentamente. Era sangue. Ebbe un moto di orrore appena prima che il caldo liquido gli toccasse la lingua, ma poi si accorse con sorpresa che gli sembrava la cosa più bella del mondo. E in quel momento sentì un cupo ringhio, un suono sinistro nella sua testa, che lo spinse ad afferrare il contenitore e a svuotarlo rapidamente. Il suo ultimo ricordo fu quello in cui si lanciava fuori dalla stanza ed aggrediva una persona appena fuori dalla porta.

***

La luce di una lampada gli ferì gli occhi che riuscì ad aprire lentamente mettendo a fuoco sia la fiamma che il comodino, e la parte di cuscino sotto di sé. Venne colto da un moto di panico, tenendo gli occhi fissi sulla candela, e fece per prendere fiato, ma si ritrovò bloccato tra le coperte, boccheggiante a muovere convulsamente le braccia.
-Ssssh… Rusty calmati.. calmati- una voce tranquilla gli parlò all’orecchio e una mano stranamente calda si appoggiò alla sua fronte –Tranquillo… tranquillo, non hai bisogno di respirare e quella candela rimarrà lì. Fermati e andrà tutto bene- fece così come gli era stato detto. Si sentiva un bambino piccolo, tutto gli sembrava nuovo –Che cosa è successo?- domandò a mezza voce. La sentì strana, quasi vellutata, morbida e calda. –Ti ho dato una nuova vita Rusty- rispose lei con un sorriso divertito
-Io… avevi detto che potevo scegliere-
-Ho mentito- ridacchiò divertita –Ops… mi spiace è nella mia natura- si portò una mano alla bocca e continuò a ridacchiare. Improvvisamente quella donna suonava meno bella e più terribile. Volse il capo verso di lei e la guardò con gli occhi sbarrati –Non respiro… che cosa è successo?-
-Sei un Vampiro- rispose lei smettendo di ridere e facendogli una carezza sulla guancia ghiacciata.

You see I cannot be forsaken
Because I'm not the only one
We walk amongst you
Feeding, raping
Must we hide from everyone?

_________________________
Scritta perchè volevo mettere bene per iscritto come mi immagino la nascita di uno dei miei pg di Vampire u.u (figlio del mio primo pg. W I RAVNOS!).
Fotomontaggio/ritocco fatto per rappresentare il personaggio. E' straispirato dal personaggio che Brad Pitt fa nella trilogia di Ocean's (e non l'ho scelto perchè mi paice Brad Pitt... che cmq non è il mio tipo, ma perchè è un personaggio troppo fiQuo *_* e reso vampiro è ancora meglio)



alle 19:23
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orecchini fiQui
acquisti + sabato, 17 novembre 2007


Ora che Alessandro ha avuto il suo regalo posso dire anche questa! *_* Mi è arrivato il pacco dagli usa! Conteneva id ue orecchini che mi son presa per me e quello per Ale. Finalmente sono arrivati: dopo più di un mese!!
Questi sono i miei indossati *_*
Arcobaleno (abbisogna di un solo buco al lobo):

 

E arzigogolino (non richiede nessun buco, si aggancia alla cartilagine dell'orecchio):

Sono o non sono bellisssssssimi? *_*
Cmq in questi giorni sto lottando strenuamente con ebay per prendermi il mio regalo di compleanno e, in più, per prendere una giacca invernale un po' lunghetta che decisamente mi manca u.u Ne ho vista una e me ne sono innamorata... fare shopping per strada ormai non è più così elettrizzante se trovo cose mille volte più belle online *_*
Com'è bello comprare su interneeeeet *o*



alle 13:16
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LO SCALDAMANI!!
acquisti + martedì, 13 novembre 2007



Tadaaaa parliamo di acquisti!!!
E questo acquisto è veramente veramente importanterrimo! *_*
I FOUND IT GUYS!! I FOUND IT!!
Pinguini rulez!
Ma cosa cercavo, vi chiederete voi... cercavo uno scaldamani! L'ho visto in un manga (parfait tic) e me ne sono follemente innamorata... ho pensato che l'idea fosse meravigliosa! Così mi son messa alal sua ricerca per diversi mesi. Da ottobre avevo gettato la spugna e invece... dopo aver accompagnato Dario a provare qualche chitarra (ma come ha suonato bene la Les Paul?!! *_*) io e Ale siamo volute entrare nel negozio di stronzatine di fianco a Prima Musica e lì... in tutto il suo splendore... LO SCALDAMANI!!
L'unica forma decente era il pinguino e ora io e Alessandra abbiamo un bel pinguino scaldamani:

Come funziona?
Sostanzialmente è una busta di plastica flessibile e impermeabile (oltre che, pare, non scioglibile facilmente) con il pinguino stampato sopra. Dentro ci sta un liquido (PCM) e un dischetto di metallo, segnalato dalla freccia. Si piega rapidamente il discetto di metallo con il pollice e l'indice e questo provoca una reazione per cui il liquido diventa rapidamente bianco e si cristallizza riscaldandosi tantissimo! *_*
Tenuto libero il caldo dura mezz'ora, tenuto tra le mani può durare anche una o due ore il che è molto utile se si sta fuori per molto tempo. Per farlo tornare normale basta tenerlo in acqua bollente per 10-20 minuti così torna liquido.
E' o non è meraviglioso?
Ed è solo 5€!!
I'M LOVING IT *_* ma sul serio!



alle 10:57
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Ciao, ciao policlinico
about work, kichigai + venerdì, 09 novembre 2007


E così oggi è stato l'ultimo giorno di lavoro come inventarista al Policlinico di Milano... un po' sono felice... ormai c'era poco da fare e non mi divertivo più come prima (mwahahah!! Se mi sentissero!) quando avevi sempre un centro di costo da fare mille infermiere con cui parlare... mi paiceva entrare a contatto con la gente e sorridere, anche quando non ne ero in vena... mi migliorava un poco la giornata almeno!
Questo posto ha visto un pezzo importante della mia vita, e della mia crescita direi.
Comunque mi mancheranno i miei colleghi. All'inizio mi ero affezionata molto a Marianna, ma si è finite a non lavorare più in coppia e la cosa èa ndata scemando, lasciandola una collega tra le altre. ELiana invece si è dimostrata la più tenera di tutte per quanto non sia quella che mi ispirava di più, è comunque un'ottima compagna di lavoro sì! Terrò il suo numero... anche perchè ride alle mie battute u.u (approfittatrice!)
Con Michela è rimasto un po' questo rapporto dal sapore amaro, ma siamo sempre andate d'accordo (io "pollicino" e lei "stangona", manco avessimo tutti questi centimetri di differenza ^^"), mentre con Marco sono riuscita ad instaurare un bel rapporto di amicizia e spara-cazzate (io lo dico che mi trovo meglio con gli uomini ._. nessuno mi crede!). Per il resto con Dario, Michela2 e Angela non sono riuscita a combianre molto, ma con tutti più o meno marciava bene... non ho potuto ringraziarli di tutto. Avrei voluto fare un inchino stile giapponese "Arigatou!" e invece mi è mancato il coraggio. Avevo anche la macchina fotografica e il quadernino per fare fotina e per far scrivere loro qualcosa per tenermi un ricordo ._. codarda che non sono altro!!
Vabbè che martedì sono di nuovo lì perchè mi è rimasto un rotolo di etichette in borsa (non mi è mai successo, vedi se doveva capitare oggi!XD).
Mi mancheranno comunque le stronzate e il cappuccino del Bar Marangoni... in onore diq uesto periodo che si chiude ho finalmente disegnato Sfigmoman! Il supereroe del policlinico! Sfigmoman, in arte, è un impiegato dell'economato del policlinico (Padiglione Guardia II, secondo piano, porta a vetri), la notte però si maschera e prende la sua vera identità di paladino della giustizia! Principalemente si cambia nel bagno degli uomini dell'economato (quando Dario non ci si istalla per un'ora a leggere il giornale sul cesso °_°), ed è, ovviamente, un extraterreste. Viene dal pianeta di Antrax* distrutto anni fa dal nemico: il pianeta Vortex**. E' indistruttibile, l'unico elemento che gli può nuocere è la grigissima Antracite***, un tipo di tessuto molto presente nel policlinico, ricoprente la maggior parte delle sedie "girevoli, con braccioli, su ruote".

the terrible sfigmoman

I'll miss you so much guys!!! T_T
Lunedì si comincia il lavoro nuovo comunque *o* chissà cosa mi aspetta!

*Antrax: preso dal colore antracite
**Vortex: è un agitatore da laboratorio
***Antracite: fondamentalmente è una tonalità di grigio. Molte volte nel vecchio inventario mettevano "sedia con braccioli, su ruote, girevole, con schienale, sedile, 4 gambe tessuto antracite" (era una descrizione esagerata diciamocelo)



alle 20:38
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Kampai! Per il nuovo blog!
about work, kichigai + giovedì, 08 novembre 2007


Ci pensavo ieri sera mentre ero sotto le coperte con la mia fantastica borsa dell'acqua calda (*_* waaa!! Lo so, sembro una vecchia a dormire con quella o.o): ho voglia di rifare un blog pubblico, questo non vuol dire che lascerò il mio vero blog.
Ebbene sì, miei cari, non ho mai cancellato il mio vecchio blog, ma gli ho cambiato indirizzo e l'ho reso privato (ecco perchè non potete leggere la maggior parte dell'archivio che ho lasciato in questo blog :D perchè sono pagine a cui molti di voi non hanno accesso), continuando a scriverci in tutti questi mesi.
Continuerò a scriverci, perchè questo blog è fondamentalmente per i soliti racconti della giornata fighissima o stortissima, per l'esternazione degli scleri più particolari, eccetera... ma mi rimangono sempre cose che non posso raccontare a tutti ma di cui voglio avere memoria. A quello serve il blog privato :D (le istruzioni circa quello le potete leggere... su quello appunto, ovviamente solo chi ha il permesso XD)

Detto questo rieccomi al pubblico con un blog... mio dio o.o ho quasi terrore di me stessa!
Vabbè cominciamo con qualcosa di allegro! Yatta!
Oggi ho cambiato lavoro, o meglio, oggi ho accettato il lavoro nuovo! Non chiedetemi che accidentaccio sia, appena lo comincio ve lo spiego
Domani sarà quindi l'ultimo giorno di lavoro al Policlinico, ma il post nostalgico lo farò domani, appunto. Insomma avrò ancora da lavorare, se tutto va bene, almeno fino a Febbraio! That's wonderful!
Come spianarsi la strada per la propria vita *_* oooh che bello! Certo poi vincere alla lotteria non mi farebbe cmq schifo, mi basterebbero pure solo 5000€: mica troppo!

Vabbè... ho perso tutta la serata a fare il template =_= quindi ora me ne vado sotto le coperte dalla mia borsa dell'acqua calda (mwahahahah!! Le coperte caldeeee *o*), però prima credo sia doveroso spiegare il template no? °.°
Rapsody in Red: e vabbè, è il titolo del blog! XD Adoro la parola Rapsody, scoperta per dare un titolo al template del blog privato e ho voluto riusarla... usando però il colore rosso che è il mio preferito (oltre che essere uno dei miei simboli e il tema della mia tesina di maturità al tempo XD)
La fenice muore e poi rinasce... (etc): un passo dell'Inferno che racconta dell'animale leggendario della Fenice. La fenice sono io, io sono una fenice, io voglio essere come una fenice e così me la sono tatuata più di un anno fa sulla scapola destra. Adoro questo animale e la filosofia che sta dietro il suo significato.
Il diavolo ha lasciato... (etc): una delle primissime frasi di un mio racconto breve su un personaggio Vampiro che mi ha ispirato conoscere Dario. Appena avrò riscritto per bene al pc la storia la posterò.
Tu sei la luce... (etc): è una delle frasi di un'altra storia che ho scritto, per mettere per iscritto la storia della nascita (come vampiro) del figlio del mio primo pg di Vampire (ne ho due, entrambi Ravnos, ma una è una donna e uno è uomo).

P.S. Nel titolo: per chi non lo sapesse "kampai" è la parola giapponese usata... dai giapponesi, appunto... ed equivale al nostro "cin cin".



alle 23:24
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about blog



Esattamente *loading* hanno letto le mie scemate!
 
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Arziglia's Pictures . Neopets . Italian Goban . Nel Nome di Halda

Fragolina

| Giulia | 22 Novembre 1986 | Libro: Il Signore degli Anelli, Lo Hobbit, Il Conte di Montecristo, Io non ho paura | Film: La Città Incantata, La leggenda del Pianista sull'oceano, LOTR, L'attimo fuggente | Cartone: Le Follie dell'imperatore, Madagascar, Ice Age | Attore: Matteo Setti, Dario Fo, Orlando Bloom, Eljiah Wood, Jhonny Deep | Musica: SKA, metal, rock e Subsonica | Scrittore: Tolkien, Stefano Benni, Banana Yoshimoto, Jane Austen | Passioni: cinema, sognare, scrivere, disegnare, leggere, cosplay, animanga, il fantasy, computer, fare foto | Cibo: Parmigiano, Gelato, cibo greco, vietnamita, giapponese e cinese | Lavoro: lo capisco e lo scrivo o.o | Family: due genitori e un Fratello Gemello | Amore: the one I killed | Frase: miao | Materia: inglese e cinema | Lingua: italiano, inglese, tedesco (si fa per dire), spagnolo, elfico Sindarin (qualcosina), greco (pure), giapponese (qualche frase e alcune parole), russo (1 parola) | Sport: pallavolo, basket | Animale: Gatto |

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Only fools rush in
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Wise men say
Only fools rush in
But I can't help
Falling in love with you
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Here's a lullaby to close your eyes... goodbye.
I'm not worth enough for you to cry... oh well.
Here's a lullaby to close your eyes... goodbye.
I'm not worth enough for you to cry... oh well.
Perhaps you're happy without me.
Goodbye.
*°*°*°*
Little things I should have said and done
I never took the time
But you were always on my mind
*°*°*°*
I want to believe you
I want to believe in us
When everything is wrong
will you come through?
*°*°*°*
Sometimes you make me feel like I'm living at the edge of the world
Like I'm living at the edge of the world
"It's just the way that you smiled," you said

credits

grafica © me & Deviantart
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