marmocchi, gelati e budini
cit , kichigai + martedì, 22 aprile 2008


Carissima media naranja

Per cominciare le frasine lavagnose degli ultimi giorni:
Venerdì > Il daltonico va in vacanza in Colorado
Lunedì > I creditori hanno più memoria dei debitori
Oggi > L'istinto rende felici, la riflessione no

Insomma questa settimana non è nulla di che, ma per la frasina del venerdì ho riso tutto il weekend o.o come una cretina? Sì, come una cretina. Lo sanno bene coloro i quali hanno passato con me il We XD
Adesso... ("coloro i quali"? Ho mangiato il terzo tomo della Treccani per colazione oggi!) possiamo cominciare a parlare di cose serie (BUM! Che parola grossa!).
Oggi andavo al lavoro (come tutti i giorni del resto) e ho visto un pulmino con su scritto "MILANO RISTORAZIONE Stiamo portando il pranzo ai bimbi delle scuole milanesi". Ho pensato che la cosa migliore per quei poveri bambini è che il camioncino venga distrutto da un tram nel fianco, spappolato da uno schiacciasassi sfuggito al controllo, disintegrato da un raggio disintegrante dei Vogon o se cadesse in un tombino dimenticato aperto da qualche distratto operatore della "spurghi perfetti".
No cioè... la mensa delle elementari faceva veramente schifo, anche se ammetto che la voracità che si ha da bambini rende mangiabile pressochè qualsiasi cosa (non sono rari i racconti degli amici che mangiavano vermi da piccoli. E dire che lo raccontano quasi con una punta di orgoglio, come fosse cosa buona e giusta, oltre che particolarmente meravigliosa, mangiare vermi in tenera età. Questo spiega come il mondo stia andando a rotoli).
A ogni modo... faceva schifo ed era anche particolarmente eccitante quando qualcuno trovava un capelli di bidella o un pelo di maglione di commessa nella propria minestra: erano i tipi eventi scandalosi che comparirebbero in una vendutissima rivista scandalistica per under 10. La cosa che ricordo veramente buona e veramente divertente era il gelato! Tu avevi il gelato, media naranja?
Quello che davano in giro per le scuole elementari di Milano era una coppetta tonda, metà al cacao e metà al latte. Fondamentalmente la metà al latte non sapeva di nulla se non di una cosina vagamentissimamente lattosa e molto, molto fredda. La metà al cacao sapeva effettivamente di un cacao in polvere che era una via di mezzo tra il nesquik e il cacao amaro per dolci (o per cappuccino).
Nella mia prima scuola elementare ero diventata abbastanza famosa (cosa strana per la "me" di quel tempo) per aver avuto una geniale intuizione e averle dato un nome accattivante: il fanghetto! (ovviamente il nome è schifoso per un adulto, ma schifosamente accattivante per dei bambini) Quando c'era il gelato si diceva "Facciamo fanghetto!" e si cominciava. La mia geniale intuizione consisteva semplicemente nel cominciare a girare il cucchiaino di plastica nella coppetta finchè il gelato non si scioglieva abbastanza da lasciarsi girare tranquillamente e formare un unico colorino marroncino chiaro. Quello era fare fanghetto: mischiare i due gusti. Ammetto che nella mia mente di marmocchia ero fondamentalmente convinta che così facendo potessimo mangiare gelato alla nocciola o.o quando la nocciola, effettivamente, è tutt'altro e non ha nulla a che vedere con la mescolanza di latte insipido e cacao amaro.
Così alle elementari avevo il gelato, alle medie (ho fatto tempo pieno anche alle medie) il budino.
Se alel elementari ci si gasava per fare fanghetto alle medie eravamo abbastanza cresciuti per capire che una cosa dolce non va mischiata per essere più fighi agli occhi altrui, ma va mangiata in quantità superiore a tutti, sempre per essere più fighi agli occhi altrui. I giorni cui, quindi, invece del frutto c'era il dolce (sempre e solo budino) per averlo doppio partivano scazzottate tra i ragazzi e diabolici piani tra le ragazze, pur di fregare le bidelle e rubare il budino in più senza che se ne accorgessero, o perchè se ne accorgessero troppo tardi.
In realtà i piani migliori erano: a) minacciare il primino perchè ti desse il suo; b) andare a mangiare tra gli ultimi, perchè chi optava per i piani diabolici e le scazzotate non raggiungeva lo scopo previsto (o avevano guadagnato qualche figura di merda con le bidelle e i professori di guardia o avevano solo un occhio nero in più, ma non un budino), e verso la fine rimanevano sempre dei budini in eccesso, allegramente distribuiti ai presenti in mensa negli ultimi minuti della pausa pranzo.
La sottoscritta si accontentava del suo e mangiava quando aveva fame. Punto.

Spero che torni presto
l'Era del Fanghetto.
[Cit. mod. Battiato]



alle 10:27
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truzzi dei miei sogni
kichigai + venerdì, 18 aprile 2008


Cara media naranja,
guesta DEVO raccontartela:

Ero in strada per andare verso il centro. Avrei fatto colazione con Claudia quella mattina, quindi era piuttosto presto rispetto al mio normale orario di passaggio per il centro.
Bene, sono in un fottutissimo ritardo e sto tentando di chiamare quelli del lavoro per sapere se per loro è ok che arrivo in ritardo per bermi cinque cappuccini con Claudia prima di andare lì. mentre parlo al telefono con quella che non è la segretaria, ma la contabile, due tizi mi passano davanti per entrare nel palazzo del loro ufficio che si trova alle mie spalle, davanti alla fermata del 16. Una fermata che... non esiste in realtà.
Mentre parlo uno di questi mi si rivolge invitandomi a prendere la colazione con lui e col suo collega. Questo tizio è un po' paffuto, sui 30 andanti, biondino con barbetta: faccia simpatica, nulla di più. Il collega non lo so, era con lui ma non lo vedevo. Rispondo che io sono già in ritardo per il lavoro e che devo andare, ma che comunque passo davanti al loro ufficio tuti i giorni, quindi magari domani...
**Buco di tempo di cui non ho memoria**
Sono in giro con Filippo, il tipo biondo, Dario e un altro paio di tizi castani per andare a fare colazione (c'era altre persone con noi? Non lo so). Mi fermo un secondo vicino ad un carretto tipo quelli in legno che si vedono nei film fantasy: piccoli, bassi, per portare la frutta. Mi giro, mi metto in punta di piedi e mi ci siedo alla meglio per fare pipì. Mentre mi sto riabbottonando i pantaloni un terzetto di truzzi che mi osservava mentre espletavo i miei bisogni si avvicina. Uno di loro, capello corto e berretto con visiera, si fa molto vicino e mi dice la seguente frase: "ehi ciao! Senti ti va di sbrollare? No, perchè mi cacchia il braccio e tu almeno sei figa".
Lo osservo in silenzio per un millesimo di secondo tentando di non scoppiare a ridergli in faccia, mentre gli amici si avvicinano sorridenti e lui si fa in avanti, provolone. Alzo la mano e gli faccio pat-pat sulla spalla, quindi lascio appoggiata lì la mano e sorrido, nel tentativo di limitarmi a quel ghigno divertito piuttosto che piegarmi in due dal ridere o chiedergli se è scemo o mangia sassi. Sapete quando una persona vi chiede una cosa assurda e voi gli ripetete la frase in forma interrogativa con tono a metà tra l'esterrefatto e il divertito? Con QUEL tono gli faccio: "ehi ciao? Senti ti va... di sbrollare? Perchè mi cacchia il braccio e... tu sei figa?" concludendo con un mezzo sospiro sempre per aiutarmi a trattenermi.
"Eh si" dice annuendo con un movimento del capo che ricorda più quello dei piccioni quando camminano (quindi non dall'alto verso il basso, ma più un avanti e indietro).
"Che ne dici di un'edificante lettura al dizionario?" è la mia ultima domanda prima di raggiungere il gruppo di gente che deve andare a fare colazione e, ridendo sguaiatamente gli ripeto la frase del tizio.

Quando mi sono svegliata mi sono ripetuta più volte questa scena di sogno per non dimenticarmela. Ti va di sbrollare perchè mi cacchia il braccio... non potevo non segnarmi sta frase (che in sogno ero strasicura della sua traduzione ed era una chiara richiesta di fargli un gradito servizio O_o). Fa paura come frase, fa ancora più paura sapere che i truzzi parlano così sul serio. Ora, magari non usano proprio queste parole eh: più probabilmente quelle sono frutto della mia immaginazione; in ogni caso dovevo segnarmi sta cosa O_O
Che cazzo ho mangiato ieri sera all’happy hour che mi ha fatto così male?
deliiiirio!



alle 09:33
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citazione da V per Vendetta
cit + giovedì, 17 aprile 2008


So che non posso in nessun modo convincerti che questo non è uno dei loro trucchi, ma non mi interessa. Io sono io.
Mi chiamo Valerie. Non credo che vivrò ancora a lungo e volevo raccontare a qualcuno la mia vita. Questa è l'unica autobiografia che scriverò e … Dio… mi tocca scriverla sulla carta igienica.

Sono nata a Nottingham nel 1985. Non ricordo molto dei miei primi anni, ma ricordo la pioggia.
Mia nonna aveva una fattoria a Totalbrook e mi diceva sempre che "Dio è nella pioggia".
Superai l'esame di terza media ed entrai al liceo femminile. Fu a scuola che incontrai la mia prima ragazza: si chiamava Sara. Furono i suoi polsi… erano bellissimi. Pensavo che ci saremmo amate per sempre. Ricordo che il nostro insegnante ci disse che era una fase adolescenziale, che sarebbe passata crescendo. Per Sara fu così, per me no.
Nel 2002 mi innamorai di Christina. Quell'anno confessai la verità ai miei genitori. Non avrei potuto farlo senza Chris che mi teneva la mano. Mio padre ascoltava ma non mi guardava. Mi disse di andarmene e di non tornare mai più. Mia madre non disse niente, ma io avevo detto solo la verità, ero stata così egoista? Noi svendiamo la nostra onestà molto facilmente, ma in realtà è l'unica cosa che abbiamo, è il nostro ultimo piccolo spazio… All'interno di quel centimetro siamo liberi.
Avevo sempre saputo cosa fare nella vita, e nel 2015 recitai nel mio primo film: "Le pianure di sale". Fu il ruolo più importante della mia vita, non per la mia carriera ma perché fu lì che incontrai Ruth. La prima volta che ci baciammo, capii che non avrei mai più voluto baciare altre labbra al di fuori delle sue.
Andammo a vivere insieme in un appartamentino a Londra. Lei coltivava le Scarlett Carson per me nel vaso sulla finestra e la nostra casa profumava sempre di rose. Furono gli anni più belli della mia vita.
Ma la guerra in America divorò quasi tutto e alla fine arrivò a Londra.
A quel punto non ci furono più rose… per nessuno.
Ricordo come cominciò a cambiare il significato delle parole. Parole poco comuni come fiancheggiatore e risanamento divennero spaventose, mentre cose come Fuoco Norreno e gli articoli della fedeltà divennero potenti. Ricordo come diverso diventò pericoloso. Ancora non capisco perché ci odiano così tanto.
Presero Ruth mentre faceva la spesa. Non ho mai pianto tanto in vita mia. Non passò molto tempo prima che venissero a prendere anche me.
Sembra strano che la mia vita debba finire in un posto così orribile, ma per tre anni ho avuto le rose e non ho chiesto scusa a nessuno.
Morirò qui… tutto di me finirà… tutto… tranne quell'ultimo centimetro… un centimetro… è piccolo, ed è fragile, ma è l'unica cosa al mondo che valga la pena di avere.
Non dobbiamo mai perderlo, o svenderlo, non dobbiamo permettere che ce lo rubino… Spero che chiunque tu sia, almeno tu, possa fuggire da questo posto; spero che il mondo cambi e le cose vadano meglio ma quello che spero più di ogni altra cosa è che tu capisca cosa intendo quando dico che anche se non ti conosco, anche se non ti conoscerò mai, anche se non riderò, e non piangerò con te, e non ti bacerò, mai… io ti amo, dal più profondo del cuore… Io ti amo.
Valerie.



alle 14:45
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Lasciate la crema catalana a cesare!
kichigai + martedì, 08 aprile 2008


Cara media naranja
La perla di oggi non è lavagnosa ed è la seguente:

Il parcheggio altrui istilla odio nei nostri cuori

Ed è una perla poco perlosa, ma è tutta mia.
Perchè ci si chiederà?
Mi ero messa nel side esattissimo del tram che è arrivato con un casino di ritardo. Ero prontissima, ormai ho cpaito anche a che altezza mettersi per avere la lavagna in ottimissima posizione per vedere la frase e leggersela con calma mentre la gente sale e scende alla fermata e aspettando il semaforo verde. E cos'è successo oggi?
C'era un camion dell'Algida parcheggiato esattamente davanti!!!
Va bene. Adoro il Magnum Almond (alle mandorle), sul serio, mi diverto pure  mangiarlo: ma siceramente rinuncerei ad un magnum per riuscire a leggere il mio piccolo sfizietto mattutino (cerco di stare sveglia solo per quello!). E INVECE NO!
Il Baretto, proprietario della lavagna fraseggiante, doveva rifornire il freezer: bravi bravi *applause* ma a me che cacchio mi frega? Ma proprio lì dovevano parcheggiare? Che cmq hanno parcheggiato coi piedi visto che il culo del camion occupava più di metà della strada a doppia corsia e le macchine strombazzavano allegramente all'alba delle 9 del mattino!
Che fastidiooooooooo ò_ò

In ogni caso.. sabato c'è stato il comple di Dario. Ecco un filmatino della serata.

In ogni caso.. lascereste cucinare della crema catalana a qualcuno che non si sogna nemmeno che in casa bisogna avere della cipolla per fare il soffritto al sugo?



alle 13:12
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teoria dell'insufficienza prugnaria
kichigai + venerdì, 04 aprile 2008


Carissima media naranja,

anche oggi ero nel side giusto del tram (non è vero, ma arrivata al Baretto ho cambiato side e mi sono spostata di sedile) e quindi ho visto la frasina lavagnosa di oggi. Ebbene oggi recitava: NON DIRE BALLE COME IL CACCIATORE A VALLE.
Ho cercato in internet qualcosa di relativo, non sono stata così fortunata come con "non mettete le mutande alle parole", ma bisogna dire che la frasina lavagnosa di oggi si capisce anche da sola (a differenza della parola lavagnosa mutandara). Insomma... non è un granchè, ma ho da raccontare una proprietà delle frasine lavagnose.

Bisogna sapere quindi che ‘ste frasine io le vedo di mattina e che ieri non l'ho vista perchè sono andata a fare colazione con Claudia e ho quindi fatto una strada diversa. La mia tattica era quindi leggerla durante la strada del ritorno e... e non c'era più alcuna lavagna fuori da bar alle 18 passate!
Ne concludo che le frasine lavagnose sono come una sessione di asp, dopo un tot (mezza giornata) scadono e vengono tolte dalla strada (le sessioni di asp invece vengono tolte dalla "web" rimbalzina e scagliate in un buco nero)-> che, come direbbe una mia collega, sono quelli che si coprono con il fondotinta

Oltre alla teoria delle modalità d'approccio canino di ieri ho pensato anche ad una seconda teoria che però coi cani non ha nulla a che fare. Si chiama "Teoria dell'insufficienza prugnaria tra le condizioni per una buona 'seduta'".
Consiste in un discorso fatto qualche giorno fa con Luciano. Allora io ho un problema... c'ho l'orologio biologico sballato da qualche tempo quindi mi scappa la pipì puntualmente alle 9.30 (quando sono ancora in giro per andare verso il lavoro -.-) e devo ritornare in bagno per una 'seduta' esattamente dopo pranzo, cosa che però non faccio! Da questo ne ho dedotto che in generale alle persone non basta mangiare prugne per andare tranquillamente in bagno. Il momento della "seduta" è un momento intimo e delicato della vita di tutti noi, quindi non basta dire "mi scappa" e vai. Ci sono certe condizioni che molto spesso ci fanno rimandare la nostra risposta a madre natura.
1) niente deve darci l'ansia o metterci fretta: avere anche solo il dubbio che qualcuno possa far caso a quanto stiamo in bagno
2) non deve esserci la possibilità che qualcuno possa bussare dicendo "ne hai per molto?" o "sei vivo?". Odio che qualcuno venga a romper le balle, mi rovina l'umore.
3) il luogo deve soddisfare dei requisiti minimi di comodità: se non c'è la tavoletta o non la usiamo il bordo della tazza non deve essere di quelli che si restringono:

altrimenti poi ci si fa male (o almeno a me dà fastidio se la tazza del cesso cerca di infilarsi tra i muscoli delle gambe e le ossa!)
Credo basta, se troviamo qualche altro "requisito minimo" da aggiungere segnamocelo.
Insomma, non basta la prugna, questa è la teoria: chi dice il contrario sta dicendo balle come il cacciatore a valle.



alle 10:15
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Cane = uomo o uomo=cane
kichigai + giovedì, 03 aprile 2008


Cara media naranja

Oggi mi è capitato di fare una riflessione profonda partendo, infondo, da un evento assolutamente irrilevante nel gran mare della vita di tutti i giorni: un cane che abbaia.
Ora, ero ad un incrocio nella vana attesa che il semaforo diventasse verde e un vecchino (che chiameremo vecchino A) mi si affianca con un cagnetto al guinzaglio che pare un Lessie di peluche: si, insomma, è un collie in miniatura.
Si avvicina il vecchino B con un (bleah) barboncino, che scopro essere barboncinA dai fiocchettini blu all'attaccatura delle orecchie (che roab di cattivo gusto... voi vi leghereste di nastri all'attaccatura delle orecchie per tutto il tempo tranne quando vi fate il bagno?), e si ferma dietro una macchina notando il guinzaglio del vecchino A (di certo non ha visto il cane visto che l'animale non era alto nemmeno quanto il copertone dell'auto). Quindi si aggiunge il vecchino C con un cane di quelli... di quelli strani... una specie di incrocio tra Whisky di "Lilli e il Vagabondo" e un sacchetto della spazzatura molto sporco.
Scatta il verde, io ingrano la 5° perchè sono di fretta ma alle mie spalle i vecchietti A, B e C camminano anche loro per attraversare l'incrocio e, come vogliono le leggi della fisic... dell'ottica, se tutti vengono via dalla macchina non c'è più nulla che li protegga dal vedersi a vicenda. Alle mie spalle parte un finimondo di abbai. (con una i, vero media naranja?)
Tutto questo è il prologo per la mia riflessione profonda.
I cani sono molto più simili all'uomo di quanto non si pensi (o sono gli uomini che sono più simili ai cani? Io direi "gallina").
I migliori quadrupedi dell'uomo tra di loro hanno 3 modalità d'approccio fondamentali (con tutte le possibili varianti, certo):

modalità d'approccio numero 1
I due simili si vedono e cominciano ad abbaiarsi a vicenda. Il più delle volte ad alto volume e con ringhi di sottofondo. Difficile pensare che gli altri cani abbiano sempre la tosse, quindi il ciascuno dà per scontato che quel raspino di fondo sia un ringhio (come effettivamente è) e quindi rispondono a tono. In sostanza si insultano.
modalità d'approccio numero 2
I de simili si vedono e si annusano il culo. Una versione molto primitiva del flirtare umano "questo/a ci starà o non ci starà?" "è una scelta papabile?" (perchè si dice papabile poi? Al sentire questa parola mi vengono in mente dei cachi e li chiamo manghi, chissà per quale motivo?)(sarebbe più normale pensare a delle papaie no?).
modalità d'approccio numero 3
I due simili si vedono, si annusano il culo e poi cominciano a giocare. "Questo/a non è il mio tipo, ma è simpatico" e quindi si diventa amici. Rotolarsi nel fango del parco potrebbe essere l'equivalente di fare un giro in centro per le ragazze o una partita ai videogames per i ragazzi (effettivamente i cani somigliano più agli uomini che alle donne), ma sicuramente un equivalente meno pulito.

In base a quale criterio i cani scelgono la modalità più appropriata ad uno o all'altro?
Questo è un mistero per me (per altri non so).
Magari dipende con quale zampa sono scesi dalla cuccia la mattina, un po’ come per noi il piede dal letto.

P.S. da notare come vecchino A, B e C all'incrocio sembrino fatti apposta per entrare in un quiz d'esame della patente



alle 09:34
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Passeggiata mattutina
shiawase + martedì, 01 aprile 2008


Il mese scorso la mia media naranja non è stata in Italia e durante la sua assenza ho cominciato a scriverle un diario. Mi sono divertita talmente tanto che ho deciso di continuare, ma di usarlo ora come post del blog. Quindi...

Carissima media naranja, oggi NON mi sono addormentata sul tram e NON mi sono seduta dal side sbagliato, così ho potuto leggere la frase lavagnosa di oggi. Sulla lavagna de "Il Baretto" c'era scritto "Ho mandato giù un boccone amaro.... forse era scaduto".
Sai quanto ho scritto che erano rasi tipo baci perugina, ma non sull'amore? Frasine in stile "piccole perle di filosofia spicciola"?
Spicciola va bene, a oggi sono rimasta con la faccia perplessa stile ratman tutto il resto del viaggio (lavagna-lavoro insomma). I miei dubbi sulla presunta saggetà delle frasine lavagnose vengono ogni giorno alimentati dalle stesse frasine, ma sono ancora convinta che il barista stia buttando giù un goccino di prima mattina e che quindi scriva cagate senza rendersene conto. (però lui non mette le mutande alle parole eh! ._.)
Oggi ho fatto colazione con Claudia, ma sono arrivata in ritardo... già mi alzo "mamma, dov'è il pranzo da mettere nel bento?"
"quale pranzo?"
E la sera prima mi aveva detto che c'era ._.
E quindi ho perso tempo a farmi due toast, che se lo sapevo prima di svegliavo ad un orario diverso. Poi ad UNA fermata dall'arrivo il conducente ATM scende e... va al bar! O_O Cioè scusa... e lasci noi e il tram qui come dei fessi? Davvero, no comment...
Ho scolato un cappuccino, sbranato una brioche e poi siamo andate a Cordusio a piedi. Claudia ha preso la metro per andare al lavoro e io... beh erano le 9 meno 10... solitamente io arrivo in centro alle 9.20/9.30 per cambiare tram e quindi che ho fatto? Ho cominciato a camminare!
Ed ecco la strada che ho fatto:

Alla fine sono arrivata comunque in anticipo perchè ho preso il 12 alle 9.20 pensando di arrivare giusta perchè di solito lo prendo a quell'ora, ma non ho calcolato che lo prendo SI a quell'ora, ma dal Duomo! Non da Via Bramante!
Sono arrivata in anticipo comunque e ora sto aspettando il boss che ha chiamato mezz'ora fa dicendo "Arriverò in ritardo, dite a Giulia di fare quello che ha da fare se ha qualcosa da fare, altrimenti può disegnare Piccettino" e così ho disegnato Piccettino sulla lavagna dell'ufficio o.o
Io non lavoro in un posto di gente normale, media naranja.



alle 09:59
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| Giulia | 22 Novembre 1986 | Libro: Il Signore degli Anelli, Lo Hobbit, Il Conte di Montecristo, Io non ho paura | Film: La Città Incantata, La leggenda del Pianista sull'oceano, LOTR, L'attimo fuggente | Cartone: Le Follie dell'imperatore, Madagascar, Ice Age | Attore: Matteo Setti, Dario Fo, Orlando Bloom, Eljiah Wood, Jhonny Deep | Musica: SKA, metal, rock e Subsonica | Scrittore: Tolkien, Stefano Benni, Banana Yoshimoto, Jane Austen | Passioni: cinema, sognare, scrivere, disegnare, leggere, cosplay, animanga, il fantasy, computer, fare foto | Cibo: Parmigiano, Gelato, cibo greco, vietnamita, giapponese e cinese | Lavoro: lo capisco e lo scrivo o.o | Family: due genitori e un Fratello Gemello | Amore: the one I killed | Frase: miao | Materia: inglese e cinema | Lingua: italiano, inglese, tedesco (si fa per dire), spagnolo, elfico Sindarin (qualcosina), greco (pure), giapponese (qualche frase e alcune parole), russo (1 parola) | Sport: pallavolo, basket | Animale: Gatto |

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Only fools rush in
Only fools rush in
But, I... I can't help
I can't help falling
Falling in love with you

I will love you till I die
And I will love you all the time
So please put your sweet hand in mine
And float in space and drift in time

Wise men say
Only fools rush in
But I can't help
Falling in love with you
*°*°*°*
Here's a lullaby to close your eyes... goodbye.
I'm not worth enough for you to cry... oh well.
Here's a lullaby to close your eyes... goodbye.
I'm not worth enough for you to cry... oh well.
Perhaps you're happy without me.
Goodbye.
*°*°*°*
Little things I should have said and done
I never took the time
But you were always on my mind
*°*°*°*
I want to believe you
I want to believe in us
When everything is wrong
will you come through?
*°*°*°*
Sometimes you make me feel like I'm living at the edge of the world
Like I'm living at the edge of the world
"It's just the way that you smiled," you said

credits

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